lunedì 3 ottobre 2011

Scoprire di essere creditori

 

 

di Carmine Tomeo.

30.000 lavoratrici e lavoratori da gettare in mezzo ad una strada. 30.000 dipendenti pubblici da sacrificare sull’altare del finanza, se si vogliono ricevere 8 miliardi di euro di aiuti. 30.000 persone in carne ed ossa che dovranno essere licenziate perchè la Grecia riceva aiuti economici che nemmeno risolveranno la crisi. 30.000 persone licenziate è il nuovo prezzo che la Grecia dovrebbe pagare alla cosiddetta troika, formata da BCE, FMI e UE. Persone in carne ed ossa, donne, uomini, madri e padri di famiglia, lavoratrici e lavoratori, sono dunque considerati merce di scambio per gli affari finanziari tra governi e la troika.

domenica 2 ottobre 2011

Inaccettabile BCE

 

Lettaprivatiz

di Loris Campetti - il manifesto.

Volevamo abolire le province e invece adesso ci ordinano di abolire lo stato. Purtroppo non è la vivificazione del sogno di Karl Marx, l'estinzione dello stato. Intanto, il soggetto rivoluzionario committente non è animato dallo spirito dell'internazionalismo proletario ma dal pensiero unico liberista, che è un po' diverso. In secondo luogo, la tappa intermedia non è, come scriveva il grande vecchio di Treviri, la dittatura del proletariato ma quella della finanza. La lettera «segreta» della Bce al governo italiano, pubblicata ieri dal Corriere della sera, è straordinaria tanto per la sua lucida coerenza quanto per la sua prepotenza, una prepotenza legittimata, prima ancora che dalle regole, dalla sua assunzione passiva da parte dei governi di tutti i colori.

venerdì 30 settembre 2011

Il debito non lo paghiamo

 

Oggi in Grecia i cittadini hanno occupato le sedi dei ministeri. Sono assolutamente convinto che la situazione stia degenerando e la responsabilità di questa degenerazione politica sta interamente nelle mani dei governanti europei e del Fmi. Siamo all'inizio della fine del patto sociale che ha retto l'Europa e l'intero occidente inclusi gli Stati Uniti d'America, il Canada etc..
Di fronte a questa rottura che non è stata provocata dalla gente, ma è stata provocata dal collasso in corso del sistema finanziario, ci sono soltanto due possibilità:

1) La gente si arrende, ma per molti sarà perfino difficile arrendersi, perché ci annunciano di fatto che dovremo drasticamente tagliare il nostro reddito e non ci spiegano neanche perché. E non ce lo spiegano perché non hanno modificato nulla delle cause che hanno creato questa situazione, non hanno cambiato le regole di una finanza impazzita, ci dicono che dobbiamo pagare, ma non ci spiegano cosa è accaduto che ci ha portato a questa situazione.
2) La gente reagisce e io credo che reagirà dappertutto, anzi devo dire con molta franchezza: me lo auguro perché è giunto il momento in cui dobbiamo difenderci da una vera e propria aggressione. In Italia si sta progettando una prima manifestazione in concessione con l'Europa che avverrà il giorno 15 ottobre, io per esempio a questa manifestazione intendo partecipare.

 

mercoledì 28 settembre 2011

Caccia alle streghe nella Libia "libera"

 

 

di Lizzie Phelan - Rete Voltaire.
Tradotto da ComeDonChisciotte.org 

Mentre il mandato della NATO si imponeva per proteggere i civili, l’Alleanza ha permesso alle forze del Consiglio Nazionale di Transizione di continuare con i loro abusi. Dopo aver dato la caccia ai neri africani, le esecuzioni sommarie si sono estese ai membri della tribù Qadhadhfa, quella del leader deposto. Centinaia di migliaia di lavoratori africani sono già fuggiti dal paese per scampare alla morte; è giunta l’ora per molti libici di prendere la via dell’esilio se vogliono sopravvivere.  I critici dell’intervento della NATO in Libia hanno lanciato alcune delle accuse più dure contro i media internazionali, e particolarmente contro l’emittente di Doha Al Jazeera, che si è subito schierata come paladina della cosiddetta Primavera Araba.

Il licenziamento del direttore generale di Al Jazeera, Wadah Kanfar, in seguito alla pubblicazione dei cablogrammi di Wikileaks, che hanno palesato i suoi collegamenti con la CIA, darà sicuramente a questi critici un senso di vendetta. Il fatto che questa struttura è diventata la “voce” del movimento contro Muammar Gheddafi in Libia, solleva altrettante domande sul potenziale del signor Kanfar e degli interessi avuti dall’emittente nell’intervento della NATO che ha portato quel movimento al potere. 

 

lunedì 22 agosto 2011

Ricordando Nazino

 

 

di Eugenio Roscini Vitali

fonte www.altrenotizie.org

Schedati e privati dei documenti, i prigionieri vengono deportati nel campo di transito per coloni speciali di Tomsk, in Siberia;  in due diverse fasi vengono poi trasferiti 800 chilometri più a nord, in un luogo isolato in mezzo al fiume Ob, sull’isola di Nazino. Isolati su quel piccolo lembo di terra, senza cibo ne mezzi di sussistenza, i 6.114 prigionieri di Nazino soffriranno talmente tanto la fame che sull’isola si registreranno migliaia di casi di antropofagia: è così che quel luogo prenderà il nome di «isola dei cannibali». Da questa agghiacciante storia d’orrore, tragico prodotto dell’assurda  politica stalinista riaffiorato all’attenzione della società civile solo dopo l’apertura degli archivi russi incoraggiata dalla Perestroika, si salveranno circa duemila persone, 1.700 delle quali in condizioni fisiche disperate.

 

La tragedia di Tripoli e del Mediterraneo

 

 

Scritto da Pino Cabras Lunedì 22 Agosto 2011 00:27

Guerra e verità

 

qadd1969di Pino Cabras - Megachip. Con aggiornamenti.

Si consuma una grande tragedia, in queste ore, sulle altre sponde del nostro mare, tra Tripoli e Gaza. Sono le avvisaglie di un dramma e di un disordine più vasto, che arriverà addosso anche a milioni di cittadini europei inconsapevoli. In Libia, le notizie provengono in prevalenza dalla NATO, nel suo ruolo di armata coloniale. È una fonte interessata, ed è una fonte che finora è stata smaccatamente inattendibile. Pur scontate le sue menzogne, la spallata contro Tripoli registra un successo militare reale, perfino mettendo da parte le notizie esagerate sulle folle festanti. C’è morte e distruzione e c’è la fine di uno stato sovrano.

lunedì 8 agosto 2011

Come si conquista un Paese: l'attacco della finanza internazionale all'Italia

 

 

 


pubblicato il 10 Luglio 2011     di   G. Colonna   da        http://www.clarissa.it    

 

 

L'attacco della speculazione che venerdì 8 luglio 2011 è stato diretto dalla finanza internazionale contro la Borsa italiana, provocando un ribasso del 3,47% pari a una perdita di 14,1 miliardi di capitalizzazione, non è una semplice operazione finanziaria. Chi continua a parlare dei "mercati finanziari" come di una divinità che organizza la vita delle società contemporanee sa perfettamente che questi anonimi "mercati finanziari" hanno nomi e cognomi. Sono uomini e gruppi che hanno precisi interessi e chiari obiettivi. Come in ogni operazione di destabilizzazione di un intero Paese, cioè, vi sono degli scopi ed essi sono oggi chiaramente individuabili.
L'Italia viene attaccata perché in realtà è uno dei Paesi dell'Occidente che meglio ha retto fino ad oggi la crisi finanziaria del 2007, grazie al fatto che i suoi cittadini e la rete delle sue piccole e medie imprese non hanno mai completamente dato ascolto alle sirene della globalizzazione finanziaria. Alcune sue imprese, le sue banche e le sue compagnie assicurative rappresentano quindi oggi un appetitoso obiettivo per chi spera di poterle ricomprare fra qualche mese a prezzi stracciati.
L'Italia viene attaccata perché un suo tracollo economico-finanziario rappresenterebbe il colpo definitivo all'euro e quindi al processo di unificazione europea che sulla moneta unica ha puntato (erroneamente) tutta la propria credibilità; e non vi sono dubbi che, senza l'ultimo presidio del Vecchio Continente, una visione sociale dei rapporti economici verrebbe definitivamente seppellita dalle forze montanti del capitalismo finanziario, da un lato, e dei nuovi capitalismi di Stato, come quello cinese, che, dall'altro, stanno avanzando senza freni sullo scenario mondiale.

giovedì 19 maggio 2011

La Siria vista dalla Siria


di Antonella Appiano - conbagaglioleggero.com

Sono in Siria da quasi tre mesi. Una premessa sull’informazione.
1) Fin dall’inizio della “crisi siriana” l’informazione dei media internazionali – la maggior parte dei quali non aveva corrispondenti sul posto – è stata scorretta. L’ho potuto constatare, in diverse occasioni, come testimone diretta. Mi riferisco, in questo caso a Damasco.
E ne ho scritto qui sul mio blog poi sul quotidiano on line www.Lettera43.it nelle mie corrispondenze, “Diario da Damasco”.
Durante questo periodo ho raccolto testimonianze di attivisti, di oppositori, di sostenitori del regime, di esponenti del partito comunista, di gente comune. Persone in carne ed ossa con un nome, un volto, un mestiere. Penso più attendibili quindi di voci anonime telefoniche. Eppure non le ho mai divulgate come “verità” in quanto le testimonianze non erano confermate da fonti indipendenti.
Leggo spesso “lo affermano testimoni”. Chi sono? C’è qualche conferma? E qualcuno verifica Twitter e i post su Facebook? Io ho provato, più volte, e anche in questo caso, spesso, ho trovato notizie false.

mercoledì 11 maggio 2011

GERUSALEMME EST

 

Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it

New York - InfoPal. L'Ocha, l'ufficio Onu per gli Affari umanitari, ha pubblicato un rapporto dal quale emerge che un terzo di al-Quds (Gerusalemme) est è stato confiscato dalle autorità d'occupazione israeliane per espandere i propri insediamenti. Il dato si riferisce al periodo che va dall'occupazione israeliana del 1967 fino ad oggi. Un terzo di Gerusalemme corrisponde al 35%, mentre ai palestinesi gerosolimitani resta un 13%.

L'autore, Ray Dolphin, ha scelto il seguente titolo per il rapporto: "Gerusalemme est: i timori per i diritti umani basilari", per descrivere una realtà in cui, a spese dei residenti palestinesi gerosolimitani, Israele ha favorito esclusivamente presenza e sviluppo dei propri coloni.

Durante la conferenza stampa a New York, l'autore ha definito quella di Israele, "politica deliberata", con riferimento alle demolizioni di abitazioni palestinesi e alla negazione dei permessi edilizi.

"Oltre 2mila case palestinesi sono state demolite in 44 anni a Gerusalemme est e, parallelamente, Israele ha fatto sorgere colonie ovunque".

Nelle conclusioni, Dolphin sostiene che "la colonizzazione di Gerusalemme costituisce un problema concreto perché, a fianco della terra, Israele confisca pure le sue risorse naturali che dovrebbero servire per lo sviluppo palestinese".

Bentornata Dracma

 

 

di Beppe Grillo - www.beppegrillo.it.

Un signore, chiamato Pig, sta per fallire. Ha una grande idea. Per sopravvivere vende i suoi debiti. Li chiama titoli di Stato. Molti li comprano, pretendono solo un piccolo interesse e la restituzione del capitale a termine del prestito. Il Pig ha trovato il sistema per vivere sopra i suoi mezzi. Continua a fare debiti e a venderli. Il suo bilancio familiare però peggiora e chi compra i suoi titoli, per cautelarsi, chiede maggiori interessi. Il Pig è costretto ad aumentare gli interessi.

lunedì 9 maggio 2011

Cosa scrive il mondo arabo se muore Bin Laden?

 

 

 

l'Occidentale - La morte di Osama Bin Laden ha provocato diverse reazioni nel mondo arabo. La fine dello sceicco del terrore è stata tradotta come l’ennesima sfida dell’Occidente contro la mezzaluna, soprattutto in nazioni protagoniste di nuovi cambiamenti.
Se i Fratelli Musulmani hanno condannato l'uccisione del leader di al-Qaeda come un vero e proprio assassinio, un editoriale del quotidiano egiziano Al-Gumhouriyya ha criticato duramente il consiglio di sicurezza dell'ONU per essersi complimentato per l’esito della missione Geronimo: "Il Consiglio di Sicurezza ignora altri esempi di terrorismo e crimini ancora più odiosi e che non hanno causato migliaia ma milioni di morti”. L’editorialista si riferisce a Usa e Israele “colpevoli di crimini contro gli arabi e i musulmani” e descrive le due nazioni occidentali guidate da uomini ben peggiori di Bin Laden i cui crimini “sono niente in confronto a quelli di George Bush, le cui mani grondano del sangue di milioni di afgani, iracheni, somali e sudanesi, o ai crimini di Ariel Sharon, soprannominato ‘il macellaio’ per tutto il sangue che fatto versare a palestinesi e libanesi". Al coro di condanna egiziano si unisce anche la voce di Abu Omar al-Masri, membro anziano della Jama'a al-Islamiyya, il movimento cairota islamista considerato fuorilegge dagli Usa e dall’Ue. “L’uccisione di Osama ha aperto le porte dell'inferno e della vendetta dei musulmani”, ha difatti dichiarato al-Masri.

domenica 8 maggio 2011

IL DINARO D’ORO DI GHEDDAFI DAVA FASTIDIO

 

 

da «Russia Today».

Qualcuno ritiene che sia per proteggere i civili, altri dicono sia per il petrolio, ma alcuni sono convinti che l’intervento in Libia sia tutto per via del progetto di Gheddafi di introdurre il dinaro d’oro, un’unica valuta africana fatta d’oro, un’autentica condivisione della prosperità. «È una di quelle cose che devi progettare alquanto in segreto perché, non appena annuncerai che stai per passare dal dollaro a qualcos’altro, ti starai per trasformare in un obbiettivo dentro un mirino», afferma il dottor James Thring, fondatore del Ministry of Peace. «Ci sono state due conferenze sull’argomento, nel 1986 e nel 2000, organizzate da Gheddafi. Tutti erano interessati, la maggior parte degli stati africani ne era entusiasta.»

Gheddafi non si era arreso. Nei mesi che hanno portato all’intervento militare, ha fatto appello alle nazioni africane e musulmane affinché si unissero per creare questa nuova moneta che avrebbe rivaleggiato con l’euro e il dollaro. Avrebbero venduto petrolio e altre risorse in tutto il mondo soltanto in cambio di dinari d’oro.

Il Sultano e San Francesco

 

Di Tiziano Terzani.

 

Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano le Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri gia' grande e tu proponesti di scambiarci delle "Lettere da due mondi diversi": io dalla Cina dell'immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall'America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma e' in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non certo per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l'impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo.

Ti scrivo anche - e pubblicamente per questo - per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. La' morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana - la ragione; il meglio del cuore - la compassione.

sabato 7 maggio 2011

Napolitano e la sinistra

 

 

 

Deve aver sofferto molto il capo dello Stato a dire in buona sostanza che se la sinistra non è credibile, è molto meglio che se ne stia all’opposizione.
Lo ha detto in un convegno per ricordare la figura del socialista Antonio Giolitti, e chi sa che cosa ha pensato Eugenio Scalfari, presente alla cerimonia, quando ha sentito quelle parole che sono indubbiamente apparse come indigeste a chi da mesi auspica che la sinistra vada al governo, magari senza passare nemmeno dal corpo elettorale. <---!more-->

Che la sinistra sia inadeguata a governare lo hanno mostrato tanto i governi Prodi quanto i governi D’Alema e Dini, che fu sorretto dalla sinistra, oltre che dalla Lega Nord (fu il famoso governo del ribaltone del 1995 voluto da quel genio maligno della politica che fu Oscar Luigi Scalfaro).

Ma rispetto al passato, nel corso di questi anni, si è manifestata con sempre maggior vigore anche un’altra incapacità della sinistra: quella  di non essere una opposizione matura ed affidabile.

Basta riandare con la mente agli avvenimenti di questi tre anni trascorsi dalle elezioni del 2008.
È in questi anni che è nato l’antiberlusconismo più accesso, direi forcaiolo: una malattia che ha colpito la sinistra e le ha precluso ogni capacità di intendere e di volere.

Invece di affidarsi a progetti politici volti a rendere moderne ed efficienti la nostra democrazia e l’architettura dello Stato, si è lasciata trascinare da un odio personale verso il premier che l’ha resa insensibile ad ogni tentativo di riforma.

Il no preventivo ad ogni proposta di innovazione (perfino a quelle che ricalcavano le proposte della sinistra avanzate in passato con precisi disegni di legge) ha finito per escluderla dal processo democratico, e costringerla ad un arroccamento esclusivamente rivolto al passato.

Con la sinistra di oggi, perciò, non si va da nessuna parte. Una sinistra immobilista e miope, guidata da uomini le cui capacità di analisi e di proposta sono praticamente vicine allo zero.
Anzi, talvolta anche sotto lo zero, ove si pensi al golpe teorizzato poco tempo fa da un suo intellettuale di spicco, Asor Rosa, e fatto proprio da altri intellettuali.

Che rappresenta – al di là delle formali prese di distanza -  la sola proposta che oggi la sinistra è vogliosa di cavalcare, miscelata con quella giustizialista e mascherata con il ribaltone, qualsiasi esso sia.

Naturalmente Bersani, Franceschini, Bindi e compagnia bella tacciono, incassano il colpo e, ancora storditi dall’antiberlusconismo, vanno avanti.

www.bartolomeodimonaco.it

Davigo non è un golpista ma lui fa chiudere il sito

 

 

 


Scritto da Felice Manti

mercoledì 02 febbraio 2011

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fonte www.legnostorto.com

il Giornale - Un apprezzamento diventa un insulto che costa caro: 100mila euro. Legnostorto.com sta per chiudere i battenti dopo che l’ex pm di Mani Pulite Piercamillo Davigo ha chiesto un maxi risarcimento agli autori del sito perché si è sentito diffamato da un articolo pubblicato dal portale che si occupa di giustizia.
L’autore del pezzo, Vittorio Zingales, il 21 giugno 2009, pubblica su legnostorto un articolo dal titolo «Quel golpe che fece mezza fetecchia» e «Cova sotto la cenere», in cui ipotizza che in realtà il crollo della Prima repubblica innescato da Tangentopoli sia stato orchestrato da «poteri forti industriali e bancari italiani ed anglo-americani». Sono loro, insiste Zingales, i «veri organizzatori della rivoluzione». L’obiettivo da colpire era «Bettino Craxi, costretto all’esilio in Tunisia, dove poi morirà tra la totale indifferenza dei nostri politici, eccezion fatta solo per pochissimi». E i pm del pool di Milano? Che ruolo avrebbero avuto? Quello dei pupi? «È chiaro che un Borrelli, un Di Pietro, un Davigo, un D’Ambrosio (...) non possono avere nessuno spessore culturale per organizzare il golpe, e nemmeno il regista Violante che ha il compito di girare le piazze italiane e le procure per indicare di volta in volta il nemico da abbattere». È in questo passaggio la frase incriminata. Per Davigo «non avere spessore culturale golpista» è un’offesa.
Scatta la denuncia per diffamazione, ovviamente al tribunale di Milano. L’escamotage giuridico in voga tra chi si sente «diffamato» da un articolo di giornale o da un servizio televisivo è quello di rivolgersi direttamente al giudice civile perché sia lui stesso ad accertare l’eventuale reato – penale – di diffamazione e perché stabilisca l’ammontare dell’indennizzo. Una specie di scorciatoia, lamentano i curatori del sito, che «consente anche di tappare velocemente la bocca ai giornali piccoli e basati sul volontariato, come legnostorto.com», per i quali le cifre ipotizzate (100mila euro, ndr) sono ovviamente fuori portata». Peraltro l’autore, dell’articolo, considerato «non solvibile», non rischia di pagare neppure un centesimo. L’obiettivo è il sito.
All’udienza del 27 gennaio scorso il giudice, anticipando il giudizio, aveva proposto di transare un indennizzo di 40mila euro. «Ma - si legge su legnostorto.com - anche questa proposta è per noi altrettanto impraticabile, ammesso e non concesso che il reato sia stato commesso. E poi noi non prendiamo soldi da nessuno, nessuno ci sponsorizza. Tutti lavoriamo gratis...».
Senza soldi il sito chiuderà, ma questo (par di capire) non significa che Davigo resterà a mani vuote. I curatori del sito saranno costretti a pagare comunque. Ecco perché i due giornalisti Antonio Passaniti e Marco Cavallotti hanno lanciato un appello ai lettori chiedendo loro un sostegno economico: «Legnostorto.com va sostenuto per evitare che una voce libera del web venga cassata brutalmente dallo strapotere irresponsabile di parte della magistratura italiana, anche se sappiamo che la cifra che dovremo versare è impossibile da raccogliere». Finora sono stati raccolte poche centinaia di euro. E intanto il processo va avanti, come in un film il cui finale è praticamente già scritto.

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giovedì 5 maggio 2011

La guerra criminale contro la Libia

A cura del biosociologo Carmelo Viola


RICUSO CHI MI GOVERNA


Non occorre rifarsi a troppi fatti né a troppa erudizione per comprendere che la guerra contro la Libia rientra fra le più orrende criminalità del nostro tempo. Non ho tempo di fare ulteriori ricerche. Scrivo di getto secondo la voce della mia coscienza e la reazione emotiva, che si prova quando si vede torturare un bambino. Anzitutto va chiarito che la decisione dell'ONU - già responsabile, per fare un esempio, dell'aggressione e del massacro dell'Iraq - non è bocca di verità. Anzi, è forse l'esatto contrario se solo, nata per mantenere la pace, da tempo delibera solo azioni di guerra e nel senso che fa più comodo alla criminocrazia USA (un'immensa fogna a cielo aperto), come la legittimazione della depredazione del territorio palestinese da parte di una cricca di terroristi sionisti, poi travestitisi della pelle di agnello.


Altro che Bin Laden, ora Obama pensa al debito

di Vladimiro Giacché - Il Fatto Quotidiano.


Non appena si è diffusa la notizia dell'uccisione di Osama bin Laden, i prezzi dei titoli di Stato Usa a 10 anni sono crollati, spingendo molto in alto i rendimenti (cioè gli interessi che il governo degli Stati Uniti paga a chi compra i suoi titoli di Stato). Venuta meno la minaccia terroristica (ma sarà vero?), anche la domanda di prodotti finanziari "sicuri" diminuisce. Ma quello che è avvenuto è in realtà la spia di problemi strutturali.


Il recente giudizio negativo emesso da Standard & Poor's sulle prospettive del debito Usa ha reso evidente l'insostenibilità delle politiche di bilancio statunitensi. Con un deficit al 10% del Pil non si va da nessuna parte. Soprattutto in presenza di un debito pubblico molto superiore al 62 per cento della cifra ufficiale del debito federale.


mercoledì 4 maggio 2011

Nuove prospettive di pace in palestina

Il Cairo - InfoPal. Ieri pomeriggio, 3 maggio, alla presenza del vice capo dell'Intelligence egiziana, Mohammed Ibrahim, 13 fazioni palestinesi hanno sottoscritto un documento di riconciliazione che ha gettato le basi dell'accordo finale per la ripresa del dialogo politico con il quale ripristinare le relazioni tra i due principali gruppi, Hamas e Fatah, fino ad oggi in aperta rivalità.


martedì 15 marzo 2011

Cisgiordania tra la violenza dei coloni israeliani

 

 

Ramallah - InfoPal. "Land Research Center - Lrc" ha pubblicato una lista aggiornata dei singoli episodi di violenza innescati dall'ira dei coloni israeliani contro cittadini e proprietà palestinesi nella Cisgiordania occupata. 

Gli atti di aggressione qui riportati si collocano tra le "reazioni" israeliane all'uccisione dei cinque coloni, tra cui bimbi piccoli, sabato 12 marzo, nell'insediamento illegale di Itamar, a Nablus